Parrocchia Santa Lucia in Ponte Storto - Diocesi Suburbicaria di Porto Santa  Rufina , Vicaria la Storta - Castelnuovo di porto - Padri della Società dei Servi di Gesù - ©2018 by Parrocchia Santa Lucia in Ponte Storto.

Storia della Parrocchia di Santa Lucia in Pontestorto

UN SORPRENDENTE E TRAVAGLIATO PROCESSO DI COMUNIONE TRA TANTE DIVERSITÀ

Prima della seconda guerra mondiale la zona di Ponte Storto era praticamente disabitata e la Via Tiberina era solamente la strada di collegamento tra i paesi di Capena, Fiano Romano, ecc. e Roma, ed attraversava tutta la campagna dell'Agro Romano, proprietà, in massima parte, di nobili, tra cui il più importante era il Principe Boncompagni. Lungo la strada si trovavano solo sparse aziende agricole con qualche palazzotto nobiliare, Procoio Vecchio, Procoio Nuovo, e pochi altri.

A Ponte Storto, lungo la Via Tiberina, esistevano solamente il centro agricolo all'altezza dell'incrocio con Via Ponte del Grillo, gli edifici Paradisi, Rossi, Pernaiachi e la casa cantoniera; nella zona chiamata Girardi solo un edificio adibito a caseificio ed un altro a spaccio di generi alimentari. Altre segni di presenza umana erano il Fontanile di Vaccareccia, tuttora esistente sulla Via di Montefiore ed il Fontanile del Boia, sulla Via Tiberina, ora interrato. Tutto il resto era campagna.

Su questo territorio vergine arrivarono, alla fine degli anni '30, un buon numero di contadini, provenienti da Marche e Veneto in particolare, chiamati dal principe Francesco Boncompagni per coltivare le sue pianure lungo il Tevere, ed ecco nascere i Quattro Casali, i Due Casali ed altri edifici ancora.

Subito dopo cominciarono a sorgere le altre aziende agricole di Rinaldi e di Amati; si deve poi allo stesso Alberico Amati la costruzione del primo insediamento industriale della zona, un moderno mattatoio con annesso impianto per l'inscatolamento delle carni, il cui rudere fa ancora mostra di sé presso la vecchia chiesa di S. Lucia. Tutte queste nuove attività richiamarono personale dall'Emilia Romagna e dall'Abruzzo in special modo.

Ecco perciò che negli anni '40 si costituì un nutrito gruppo di abitanti, contadini in maggioranza, che formarono il primo nucleo omogeneo di qualche centinaio di anime.

Poiché questa crescita della zona di Ponte Storto non era certo frutto di una programmazione concertata tra le varie forze imprenditoriali, ma era essenzialmente dovuta allo spontaneismo dei singoli proprietari terrieri ed alle loro esigenze lavorative, nessuno pensò di creare un centro di aggregazione dove poter svolgere una vita sociale più organizzata, ed ecco allora che per le necessità commerciali nacquero gli spacci alimentari/osterie di Colonna Pasquale, a Girardi, di Sora Elvira Grossi, sulla Via Tiberina, e di Ivo Cervellati, a La Dispensa; per le necessità di svago e di divertimento, in assenza ancora della televisione, funzionò per vari anni un Centro Ricreativo presso lo stabilimento di Amati, i più anziani lo ricorderanno come il CRAL.

Per le esigenze religiose ci si adattò, in quei tempi, a diverse alternative, in locali presso le aziende agricole di Santa Marta, nel territorio di Capena, o di Rinaldi, nel territorio di Castelnuovo di Porto, o presso la cappella di S. Francesco annessa alla villa Boncompagni, nel territorio di Riano.

È quindi alla fine degli anni '40 che tutti gli abitanti della zona: proprietari terrieri e contadini, operai e pastori, contribuirono, ciascuno secondo le proprie possibilità, ad edificare una chiesa, che fu intitolata a S. Lucia, anche in memoria della figlia scomparsa di uno dei maggiori benefattori, Alberico Amati.

Nell'estate del 1952 la chiesa di S. Lucia venne consacrata alla presenza del Cardinale Eugenio Tisserant. Tutti gli abitanti parteciparono alla cerimonia, ed una grande festa concluse la giornata

Iniziò così, per gli allora pochi abitanti di Ponte Storto, una pratica religiosa stabile, seppure con sacerdoti provenienti da altre chiese, in particolare dalla parrocchia di S. Maria Assunta di Castelnuovo di Porto, cui la chiesa di S. Lucia apparteneva come semplice cappella. La stessa chiesa venne inizialmente utilizzata anche come scuola elementare.

Il primo sacerdote che dette continuità al servizio pastorale fu don Salvatore Uras (nato a Livorno il 3-3-1905), che si adoperò con grande passione e abnegazione alla edificazione della casa canonica e della sala parrocchiale che doveva fungere anche da oratorio; forse pochi sanno o ricordano del biliardo e del biliardino che vi furono posti per offrire uno svago ai giovani di allora.

La Via Tiberina era l'asse su cui si svolgeva la vita sociale e religiosa di Ponte Storto e dintorni, perché il sacerdote di S. Lucia celebra le messe fino ai Costaroni, nella cappella di S. Gabriele e a Procoio Vecchio nella cappella di S. Francesco, creando così una specie di territorio omogeneo intercomunale tra Riano e Castelnuovo di Porto; è infatti da ricordare che l'attuale Via di Montefiore non era praticabile, e chi doveva andare al proprio comune di appartenenza, Castelnuovo di Porto, doveva passare per Riano. Da questi fatti nacque la ormai storica ed italianissima distinzione tra quelli di su, gli abitanti del Centro Urbano, e quelli di giù, gli abitanti di Ponte Storto, retaggio, forse, addirittura delle medioevali dispute tra i signorotti locali.

Intanto cominciarono a sorgere nuove abitazioni a Ponte Storto, nelle zone di Girardi e Bellavista, e la popolazione iniziò a crescere molto gradualmente, mantenendo però la sua impronta originale contadina. Questo fatto è il segnale, per Ponte Storto, del boom economico degli anni '50, '60, che rinvigorisce l'Italia e che innesca la grande rivoluzione sociale che spoglia le campagne di molti suoi abitanti, attratti dalle più remunerative attività operaie ed impiegatizie della grande città: per gli allora bambini la lontana e mitica Roma.

Le olimpiadi di Roma del 1960 segnarono una specie di demarcazione tra il vecchio mondo contadino ed il nuovo mondo operaio, ed anche Ponte Storto e la sua chiesa vissero questo momento in maniera forte, portando i suoi abitanti ad una maggiore consapevolezza di sé e ad una maggiore indipendenza di pensiero. Da questa nuova aria che si respirava nacque l'idea di costituire in parrocchia la chiesa di S. Lucia, fatto che si realizzò formalmente il 23 settembre 1961 con il decreto vescovile n. 6484, firmato dal Card. Tisserant.

Primo parroco di S. Lucia fu così don Salvatore, che donò anima, risorse economiche e vita alla sua parrocchia: morì infatti prematuramente il 27 giugno 1964, ed il suo corpo riposa nel cimitero di Castelnuovo di Porto.

A sostituire don Salvatore fu chiamato, da un piccolo paese contadino, Serripola di San Severino Marche, don Angelo Casini, che divenne il secondo parroco di S. Lucia, prendendone possesso il 13 dicembre 1964 e si trovò a dover completare, a costo di pesanti sacrifici, l'edificazione della casa parrocchiale.

Si giunse così ai primi anni '70, quando il boom economico raggiunse il suo apice, con il corollario dei problemi abitativi che afflisse le grandi città, ed è così che Ponte Storto e la sua parrocchia furono costretti a subire, impreparate, il travaglio di un conflitto sociale tra gli antichi abitanti, ancora legati alla cultura contadina, ed i nuovi immigrati catapultati in massa dalla periferia romana nel nuovo nucleo urbano delle Terrazze, adiacente materialmente a Bellavista, ma distante culturalmente dai suoi abitanti. Culture diverse, stili di vita diversi, valori diversi, vennero a scontrarsi tra di loro creando un clima pesante di sospetti e timori, di incomprensioni e rifiuti. Anche la parrocchia visse questo travaglio ed alcuni teppisti continuarono con pervicacia a sfondare porte e finestre per rubare in chiesa ed in canonica, fino a portare l'ormai esausto don Angelo a rendere chiesa e canonica il fortino che oggi si conosce.

La popolazione di Ponte Storto continuò a crescere con i nuovi insediamenti di Colle Verde e di Colle del Fagiano, facendo diventare la parrocchia un'entità di oltre 2.500 anime; una divisione estremamente sommaria della popolazione collocherebbe gli storici abitanti di cultura contadina a Girardi e Bellavista, i nuovi abitanti di cultura urbana alle Terrazze, ed i nuovissimi abitanti di cultura borghese a Colle Verde.

Questi mondi hanno trovato, con il tempo, tra difficoltà ed incomprensioni, una loro sintesi attraverso la scuola, ma soprattutto attraverso la chiesa che ha svolto la sua funzione pastorale per affratellare, nella fede, uomini e donne che altrimenti non avrebbero comunicato tra di loro.

Durante il ministero pastorale di don Angelo, la nutrita e partecipe comunità abruzzese locale, ottenne il 4 febbraio 1966 che la parrocchia di S. Lucia fosse cointitolata anche a S. Gabriele dell'Addolorata, cui erano particolarmente devoti. È sempre durante la reggenza parrocchiale di don Angelo che si insediò il 7 marzo 1971, a Bellavista, il soggiorno per anziani diretto e gestito dalle Pie Oblate Apostoliche del Movimento Pro Sanctitate fondate da Mons. Guglielmo Giacquinta. Le Oblate che furono chiamate ad operare nel soggiorno divennero così un validissimo aiuto anche per tutte le attività catechistiche e pastorali della parrocchia. La loro preziosa opera è continuata fino al 2009, anno in cui il Soggiorno è diventato Albergo e poi, a giugno del 2017, la casa cura per anziani Villa Maria.

Arrivammo, infine, al 1993, quando don Angelo, per raggiunti limiti di età (superata dal 1988), lasciò la parrocchia alle cure pastorali di don Antonino Ficarra, nominato il 2 maggio 1993. Si deve alla perseverante azione di don Antonino la decisione della Curia Vescovile di far erigere la nuova chiesa parrocchiale in una posizione più centrale rispetto alla frazione di Ponte Storto, per essere più accessibile a tutti e per poter accogliere meglio, in una struttura più ampia ed accogliente, la popolazione che, dalla costituzione in parrocchia ad oggi è aumentata di oltre cinque volte.

Il terreno su cui la nuova chiesa è stata eretta è stato donato alla curia dal Comune di Castelnuovo di Porto, che, a sua volta, lo aveva ricevuto in dono dai proprietari dell'altro soggiorno per anziani di Ponte Storto, intestato a Cesare Peruzzi; ciò è avvenuto nel 1997, sotto l'Amministrazione Paradisi. Un'altra piccola area è stata donata ancora dal Comune nel 2003, sotto l'Amministrazione Lucchese, per rendere più fruibile l'intero complesso parrocchiale.

La nuova chiesa è stata dedicata e l’altare consacrato nella celebrazione presieduta da Mons. Gino Reali, Vescovo di Porto-Santa Rufina, il 23 giugno 2003, primi vespri della Solennità del Corpus Domini.

La nuova struttura, con gli ampi spazi a disposizione per molteplici attività, sarà il luogo dove don Antonino ed il giovane vice parroco don Giovanni Soccorsi potranno esercitare il loro ministero in maniera proficua ed efficace.

La vecchia chiesa di S. Lucia, piccola ed armoniosa nella sua semplicità, cui molti fedeli sono legati da ricordi incancellabili, continuerà ad essere il luogo in cui potersi ritrovare per vivere una condizione di nostalgico affetto e di raccoglimento memore. Questa è la chiesa che ha accolto bambini per il Battesimo, che ha abbracciato giovani per Prime Comunioni e Cresime, che ha gioito per Matrimoni e Prime Messe, che ha raccolto le spoglie di molti suoi fedeli.

A questa chiesa che è e rappresenta il viatico per la nuova chiesa, consegniamo il ricordo di tutti i cari parrocchiani che ci hanno preceduto nell'incontro con il Signore, mentre a loro chiediamo di essere nostri vigili e affezionati fratelli protettori nella Comunione dei Santi.

Luciano Mondati

 

Società di Vita Apostolica Servi di Gesù

2005

Apertura della Casa di Preghiera, presso la vecchia casa canonica. Comunità costituita da 3 sacerdoti che intraprendono la vita contemplativa.

P. Quinto Ríos S. de J. comincia a collaborare in parrocchia, nominato Vicario Parrocchiale il 21 giugno 2005.

2006

Mons. Gino Reali, affida la cura pastorale della Parrocchia ai padri Servi di Gesù e nomina P. Quinto Amministratore Parrocchiale il 30 novembre 2006.

Si succederanno alcuni sacerdoti Servi di Gesù che collaboreranno in parrocchia, ricordiamo P. Antonio Lerma, P. Miguel Ortiz, P. Erick Bravo, P. Gilberto Chávez.

2007

P. Enrique Guillermo Herrera, S. de J., già Vicario Parrocchiale, viene nominato Amministratore Parrocchiale il 3 settembre 2007, e prende possesso della Parrocchia il 9 settembre.

2016

P. José Manuel Torres Origel, S. de J. già Vicario Parrocchiale, viene nominato Amministratore Parrocchiale il 13 giugno 2016, e prende possesso della Parrocchia il 18 giugno.

P. Carlos Mario de Jesús Ortiz Figueroa, S. de J. collabora come vicario Parrocchiale da novembre 2015.